
Raggiunta l’intesa fra Övp, SpÖ e Neos che presentano un programma sostanziamente di destra.
I tre principali partiti centristi in parlamento in Austria hanno raggiunto un accordo per formare un governo di coalizione senza il Partito della Libertà (FpÖ) di destra e per evitare il nuovo ricorso alle elezioni a sei mesi dalle precedenti, anche per evitare un ulteriore rafforzamento della FpÖ che potrebbe raggiungere, secondo i sondaggi, oltre il 35% dei consensi dal precedente 29%.
A cinque mesi dalla vittoria dell’FpÖ alle ultime elezioni parlamentari è stata trovata un’intesa fra i popolari dell’Övp, i socialdemocratici dell’SpÖ e i liberali di Neos. Un primo tentativo di formare una coalizione di governo con gli stessi tre partiti è fallito a gennaio, dopodiché l’euroscettico e filorusso Herbert Kickl (FpÖ) è stato incaricato di formare un governo, ma non ci è riuscito.
Il programma di governo è stato presentato in Parlamento. Come annunciato, è previsto un consolidamento del bilancio senza una procedura di deficit dell’Ue, oltre a un significativo inasprimento della legge sull’asilo e a sgravi per gli inquilini. È previsto anche un programma di base per la protezione dell’infanzia.
I leader dei tre partiti hanno già presentato il loro programma di governo al Presidente federale, il verde Alexander Van der Bellen, in un incontro personale, come annunciato dalla Cancelleria presidenziale. Il presidente federale ora «esaminerà attentamente» il programma. Anche il leader dell’Övp, Christian Stocker, cancelliere in pectore, il leader dell’SpÖ Andreas Babler e il leader di Neos Beate Meinl-Reisinger hanno informato il presidente federale dei passi finali per la formazione del governo.
Nel programma di oltre 200 pagine intitolato “Fare la cosa giusta ora. Per l’Austria” si sottolinea il “consenso e il pragmatismo” su cui si basa l’accordo improntato a criteri più di destra che progressisti, ma con una destra tenuta forzatamente fuori dalla stanza di governo nonostante la vittoria elettorale.
I margini di manovra della maggioranza non sono ampi, con il Paese reduce da due anni di recessione del Pil. Tanto basta al leader della FpÖ, Herbert Kickl per tuonare contro la «coalizione dei perdenti», forte anche di sondaggi che vedono il Partito della libertà ulteriormente rafforzato rispetto al 29% di settembre, in attesa di una possibile implosione della nuova, rabberciata, maggioranza.
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