Nel 2020 era considerata una stella delle startup nel settore della mobilità innovativa. E Stellantis rilancia sui motori Diesel per autoveicoli complice la forte domanda di mercato.
Il produttore americano di camion elettrici e ad idrogeno Nikola ha presentato istanza di protezione fallimentare, dopo che il tentativo di trovare un acquirente o di raccogliere fondi aggiuntivi per mantenere le operazioni è fallito.
Nikola ha dichiarato di aver presentato la richiesta di fallimento al capitolo 11, con 47 milioni di dollari in contanti a disposizione, presso la Corte fallimentare degli Stati Uniti nel Delaware e intende condurre un’asta dei propri asset sotto la supervisione del tribunale. La società di Phoenix ha dichiarato di aver lavorato per mesi con i propri consulenti finanziari per trovare un modo per sostenere le proprie attività prima di stabilire che un processo di vendita strutturato fosse il modo migliore per massimizzare il valore dei propri asset.
Al massimo del successo nel 2020, Nikola era valutata più di Ford Motor a 30 miliardi di dollari e aveva firmato un accordo multimiliardario con General Motors.
Nikola era una start-up promettente e una stella nascente a Wall Street prima di essere coinvolta in uno scandalo e il suo fondatore, Trevor Milton, è stato condannato a 4 anni di reclusione per frode nel 2022 per aver tratto in inganno gli investitori sulla tecnologia dell’azienda dell’Arizona.
L’azienda ha avuto difficoltà a espandere la propria attività, che si è concentrata principalmente sui camion elettrici. Nel terzo trimestre 2024, Nikola ha prodotto 83 camion ma ha registrato una perdita netta di quasi 200 milioni di dollari. Ha prodotto 77 camion nel secondo trimestre, con una perdita netta di quasi 134 milioni di dollari.
Sul fallimento di Nikola pesa anche il cambio di scenario con la nuova amministrazione Usa di Donald Trump che ha promesso di rivedere lo scenario di elettrificazione della mobilità leggera e pesante decisa dal suo predecessore, anche tramite la soppressione del credito d’imposta di 7.500 dollari per i nuovi acquisti di veicoli elettrici approvato dal Congresso come parte della legge sul clima di Biden del 2022, l’Inflation Reduction Act.
Intanto, in Italia Stellantis, dopo la parentesi Tavares, riporta in auge il motore Diesel complice anche la risacca elettrica che sta attivando dall’Europa e le richieste da parte del mercato che non ha gradito il calo di offerta di motorizzazioni a gasolio. Se la richiesta c’è e pure superiore a quella di modelli elettrici, per il nuovo responsabile europeo di Stellantis, già boss di Alfa Romeo, Jean Philippe Imparato, tanto vale cavalcare la domanda con un prodotto troppo rapidamente messo in disparte, magari pure rilanciando su una variabile diesel ibrido elettrico come già propone Mercedes con notevoli vantaggi sul fronte delle emissioni.
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