I dati diffusi da Acea. Nei paesi maggiori il calo è anche maggiore. Serve un cambio di regole europee ed uscire dagli obblighi di elettrificazione della mobilità.
Il mercato dell’auto europeo inizia il 2025 all’insegna dell’ennesimo calo delle vendite, con le immatricolazioni di nuove auto nell’UE sono diminuite del 2,6% a gennaio, con cali anche maggiori nei paesi più grandi.
Nessuno dei cinque maggiori mercati dell’area, che complessivamente valgono il 69,9% delle immatricolazioni, è in buona salute. La situazione peggiore è quella della Francia, che in gennaio perde ben il 6,2% sullo stesso mese dell’anno scorso e il 26,1% su gennaio 2019. Il più importante mercato nazionale dell’area, quello della Germania, fa registrare un -2,8% su gennaio 2024 e -21,9% sullo stesso mese del 2019. Male va anche l’Italia con cali del 5,8% su gennaio 2024 e del 19,1% su gennaio 2019. La Spagna ha un modesto recupero in gennaio (+5,3%), ma un forte calo sui livelli ante-crisi (-22,7%). Il Regno Unito, in cui si stanno facendo grandi sforzi per imporre l’auto elettrica, accusa un calo del 2,5% su gennaio 2024 e del 13,5% sulla situazione ante-crisi.
La crisi del mercato dell’auto europeo dipende essenzialmente dalla transizione energetica decisa dall’Unione europea, che sta cercando di imporre l’auto elettrica con una soluzione che in nessuna altra parte del mondo è stata imposta e cioè il divieto dal 2035 di immatricolare auto con motorizzazioni non elettriche. Né si può pensare che in altre aree del mondo si penserà in futuro al dominio esclusivo dell’auto elettrica e, in particolare, non si può certo ritenere che l’esempio europeo possa fare scuola negli Stati Uniti di Trump.
A gennaio, i veicoli elettrici a batteria (BEV) hanno rappresentato il 15% della quota di mercato, in aumento rispetto alla bassa base di confronto del 10,9% di gennaio 2024, a 124.341 unità. I veicoli ibridi elettrici sono balzati in avanti, conquistando quasi il 34,9% del mercato e diventando nuovamente la prima scelta tra gli acquirenti di auto dell’UE.
La quota di mercato combinata delle auto a benzina e diesel è scesa al 39,4% a gennaio 2025, in calo rispetto al 48,7% di un anno fa.
A gennaio 2025, le immatricolazioni di nuove auto ibride elettriche nell’UE sono aumentate del 18,4%, trainate da una crescita significativa nei quattro maggiori mercati: Francia (+52,2%), Spagna (+23,5%), Germania (+13,7%) e Italia (+10,6%). Ciò ha portato a 290.014 unità immatricolate nel primo mese del 2025, che rappresentano il 34,9% della quota di mercato dell’UE.
Le immatricolazioni di auto ibride elettriche plug-in sono diminuite a gennaio 2025, scendendo dell’8,5% a 61.406 unità. Questo calo è stato principalmente determinato da riduzioni significative in mercati chiave come il Belgio (-66,6%) e la Francia (-54%). Di conseguenza, le auto ibride elettriche plug-in rappresentano ora il 7,4% delle vendite totali di auto nell’UE.
Le immatricolazioni di auto a benzina hanno subito un calo significativo del 18,9%, con tutti i principali mercati che hanno mostrato diminuzioni. La Francia ha registrato il calo più marcato, con le immatricolazioni in calo del 28,2%, seguita da Germania (-23,7%), Italia (-17%) e Spagna (-11,1%). Con 244.763 nuove auto immatricolate il mese scorso, la quota di mercato della benzina è scesa al 29,4%, in calo rispetto al 35,4% dello stesso mese dell’anno scorso. Allo stesso modo, il mercato delle auto diesel è diminuito del 27%, con una quota di mercato del 10%. Complessivamente, sono stati osservati cali a due cifre nella maggior parte dei mercati dell’Ue.
I consumatori non rispondo agli obblighi delineati dalla politica europea perché l’auto elettrica non è gradita dal pubblico non solo per il fatto di essere una soluzione meno efficiente per la mobilità, ma anche perché è una soluzione che va al di là della capacità di spesa di una parte molto importante degli acquirenti di auto, così come i costi sono più alti anche per le ibride plug-in, oltre al fatto che questi modelli stanno uscendo anche dalle flotte che inizialmente le avevano adottate per darsi una parvenza di ecologicità, visto che all’atto pratico nessuno degli utilizzatori ricarica con la dovuta frequenza la batteria e che i maggiori pesi a bordo e la presenza della motorizzazione a benzina rispetto alla precedente Diesel ha incrementato di molto i costi di utilizzo.
Si vedrà se la Commissione europea Ursula Due avrà il sufficiente coraggio di cancellare i provvedimenti fallimentari voluti dalla Commissione europea Ursula Uno sulla spinta della peggiore demagogia ambientalista voluta dalle sinistre e dai Verdi che stanno portando al fallimento le fabbriche a al licenziamento di milioni di lavoratori. Tra pochi giorni, von der Leyen dovrebbe scoprire le carte che attendono consumatori e costruttori di automobili per rilanciare il mercato auto europeo.
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