Automobili, il Marocco ne produce più dell’Italia: 1 milione di veicoli l’anno

Stellantis raddoppia la produzione e passa a 350.000 motori mentre quella italiana langue.

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Una Fiat Topolino "made in Marocco".

Stellantis raddoppia la produzione e passa a 350.000 motori mentre quella italiana langue.

Un milione di automobili all’anno: l’industria automobilistica marocchina ha raggiunto una produzione media di livello, ma cerca il raddoppio, con buona pace di quella italiana e del ministro dell’Attività produttiva Adolfo Urso, che fa il passo del gambero, con 475.090 veicoli prodotti nel 2024.

Il ministro dell’Industria e del Commercio del Marocco, Riyad Mezzour, punta a 2 milioni di veicoli entro il 2030. Il Marocco ha raggiunto un traguardo importante nel settore automobilistico, passando da una media di 700.000 veicoli prodotti all’anno a un milione di unità. Il piano governativo vuole incrementare la produzione per arrivare a 1,3-1,4 milioni di veicoli entro il 2026-2028, con l’obiettivo finale dei 2 milioni di veicoli entro il 2030.

Artefice del successo della produzione di automobiliMade in Marocco” è quella Stellantis che in Italia ha portato la produzione sotto il minimo vitale, con un raddoppio della produzione locale di veicoli (da 200.000 a 400.000 unità) e include anche la quadruplicazione della capacità produttiva dei motori, che passerà da 80.000 a 350.000 unità.

Stellantis prevede di aumentare la produzione di veicoli per la micro-mobilità da 40.000 a 130.000 unità nel breve termine, con l’ambizione di produrne fino a 450.000 unità nel lungo termine, molti dei quali da esportare sui mercati africani e pure su quelli europei.

Attualmente, gran parte dei componenti necessari alla fabbricazione dei veicoli viene importata. Per ridurre questa dipendenza e massimizzare il valore aggiunto prodotto localmente, il Marocco vuole intensificare la trasformazione delle materie prime e la produzione di componenti strategici sul suo territorio. Su questo tema, Stellantis, che attualmente ha un tasso di produzione locale del 69%, punta a un ambizioso obiettivo dell’80%, anche sulla spinta rivolta ai fornitori di componentistica europea a trasferire la produzione dall’Italia al Marocco proprio per avere costi minori.

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