Auto, a marzo torna positivo nelle vendite

La commissione presenta il piano di differimento delle multe per le emissioni, ma irroga una stangata a 15 case per il cartello sulle rottamazioni. Volkswagen la più sanzionata.

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La commissione presenta il piano di differimento delle multe per le emissioni, ma irroga una stangata a 15 case per il cartello sulle rottamazioni. Volkswagen la più sanzionata.

Il mercato italiano dell’auto torna al segno positivo a marzo dopo sette mesi consecutivi di rosso, ma sul settore incombono i dazi voluti dall’amministrazione americana.

«Una guerra commerciale di questo tipo penalizzerà tutti: le case automobilistiche globali e i consumatori sia americani sia europei», commenta Michele Crisci, presidente dell’Unrae, l’associazione delle case estere in Italia.

A marzo le auto vendute in Italia sono 172.223, il 6,22% in più di marzo dello scorso anno. Crescono le auto elettriche: sono state immatricolate 9.373 vetture full electric, in aumento del 77,7% rispetto a marzo 2024, con una quota di mercato salita al 5,4% (dal 3,2% di marzo 2024). Nel trimestre il mercato resta però in rosso con 443.906 auto vendute, l’1,64% in meno dell’analogo periodo del 2024.

Un rialzo che, secondo i concessionari di Federauto, è dovuto soprattutto al ruolo dell’autonoleggio che ha registrato quasi il 40% delle vendite nel mese pari a 67.000 immatricolazioni.

Per il Centro Studi Promotor, quello di marzo è stato un rimbalzo delle vendite, ma non un’inversione di tendenza perché i concessionari continuano a segnalare una scarsa affluenza negli autosaloni. Per il 74% degli interpellati, le vendite di auto si manterranno stabili sui bassi livelli attuali. Per una quota del 16% la situazione potrebbe addirittura peggiorare. L’anno, secondo le prime stime fatte da Promotor, potrebbe chiudere a poco più di 1,4 milioni di immatricolazioni, con un calo sul 2024 del 7,8% e un gap del 25% sui livelli precedenti alla crisi.

Intanto, la Commissione europea ha adottato la sua proposta di modifica al regolamento sulle emissioni CO2 di auto e furgoni per dare più flessibilità alle case automobilistiche sui target di taglio delle emissioni, scongiurando per ora l’imposizione delle multe a chi non si adegua. Come anticipato da Ursula von der Leyen, l’emendamento è finalizzato a calcolare su una media di tre anni (2025-2027) e non più uno la conformità agli obiettivi, che prevedono di non oltrepassare il limite di 93,6 grammi di CO2 per chilometro percorso a livello di flotta. La proposta, arrivata dopo due rinvii, dovrà ora essere approvata dai Paesi e dall’Eurocamera.

Oltre alla conformità su base triennale, per alleggerire ulteriormente le case automobilistiche la Commissiome propone inoltre la possibilità di notificare una sola volta, entro fine 2027, la registrazione di alleanze in “poolingstipulate nei tre anni per figurare come un unico blocco industriale ai fini del calcolo dei target, evitando l’obbligo di notifica annuale.

Oltre alla carota, la Commissione Ue ha usato il bastone sulle case costruttrici per una storia di cartello nel settore delle demolizioni di vecchi veicoli, multando 15 case automobilistiche e la stessa Associazione europea dei produttori di automobili (Acea) per 458 milioni di euro in totale per aver partecipato a un cartello di lunga durata riguardante il riciclo dei veicoli a fine vita.

Per oltre 15 anni, dal 29 maggio 2002 al 4 settembre 2017, secondo quanto ha rilevato l’esecutivo Ue, 16 case automobilistiche (inclusa Mercedes) si sono accordate. L’obiettivo era non pagare i demolitori di auto per la lavorazione dei veicoli a fine vita (Elv) sostenendo che il riciclo fosse comunque redditizio. Le aziende hanno anche condiviso informazioni commercialmente sensibili sui loro accordi individuali con i demolitori e hanno coordinato il loro comportamento. Hanno poi concordato di non promuovere quanto di un veicolo a fine vita può essere riciclato, recuperato e riutilizzato e quanto materiale riciclato viene utilizzato nelle auto nuove. L’obiettivo era impedire ai consumatori di considerare le informazioni sul riciclo nella scelta di un’auto.

Tutte le aziende coinvolte hanno ammesso la loro partecipazione e hanno accettato di chiudere il caso attraverso una procedura di transazione. Nessuna multa a Mercedes perché ha rivelato l’esistenza dell’accordo all’esecutivo comunitario. Stellantis, tra le altre, ha beneficiato di una riduzione dell’ammenda del 50%, a 74,9 milioni, per la loro cooperazione con la Commissione. Sconto del 30% a Mitsubishi e del 20% a Ford per la cooperazione. L’importo finale applicato a tutti è comunque stato scontato del 10% per aver accettato la responsabilità. La multa più pesante va a Volkswagen (127,7 milioni), seguita da Renault/Nissan (81,5 milioni). La sanzione per Acea è di 500.000 euro.

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