Oreficeria e gioielleria: il migliore mercato europeo è la Gran Bretagna

A seguire Francia, Italia, Germania e Spagna. Indagine Ice per il comparto orafo di Arezzo.

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Oreficeria e gioielleria preziosi orafo e gioielleria

A seguire Francia, Italia, Germania e Spagna. Indagine Ice per il comparto orafo di Arezzo.

Secondo una ricerca dell’Istituto commercio estero italiano, il mercato europeo più ampio per oreficeria e gioielleria è quello del Regno Unito, con un valore di oltre 5,2 miliardi di euro, incalzato da Francia (4,9 miliardi), Italia (4,2 miliardi), Germania (4 miliardi) e infine la Spagna (1,6 miliardi).

L’Istituto per il commercio estero ha presentato lo studio su oreficeria e gioielleria ad Arezzo nella sede di Confindustria Toscana sud. «Come canale distributivo – aggiunge Ice -, in ogni Paese le gioiellerie detengono la maggior quota di valore, in Italia arrivano a pesare il 78%. Le gioiellerie italiane hanno aumentato le loro vendite negli ultimi anni, e anche per il futuro mostrano ottimismo».

«L’indagine nasce per fornire alle aziende strumenti utili ad orientare le azioni e le risorse in modo più mirato – spiega Matteo Masini, dirigente Beni di consumo di Ice – anche tenendo conto delle diverse politiche commerciali attuate dai protagonisti dei diversi mercati. Francia, Germania, Regno Unito e Spagna complessivamente, in questo ordine decrescente, costituiscono il 10% dell’export italiano e pertanto meritano un’analisi attenta per individuare le potenzialità ancora inesplorate».

«La ricerca su oreficeria e gioielleria – sottolinea Giordana Giordini che è presidente degli Orafi di Confindustria Toscana Sud e consigliere di Confindustria Federorafi – dà agli imprenditori una visione chiara sui possibili scenari e quindi approcci in cinque rilevanti mercati di consumo di oreficeria ai quali spesso, forse per la relativa vicinanza, erroneamente, non dedichiamo la dovuta attenzione. Abbiamo invece ora, con questo strumento, la possibilità di documentarci e anche di comprendere come non siano univoche le modalità distributive e le esigenze dei consumatori».

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