Indagine Demoskopika, la crescita della domanda è raddoppiata in 15 anni. Germania primo mercato per il turismo italiano.
Oltre 9 miliardi di euro nel 2024 di spesa diretta del turismo di lusso in Italia, registrata dagli alberghi 5 stelle e 5 stelle lusso, con incidenza del 16,8% sull’ammontare complessivo dell’offerta alberghiera del Belpaese, stimata in poco più di 54 miliardi di euro secondo il rapporto di Demoskopika sull’evoluzione del turismo di lusso in Italia.
«Il turismo di lusso non va criminalizzato, perché non è nostro nemico, ma un alleato – dice il ministro del Turismo, Daniela Santanchè -. In un contesto economico in continua evoluzione, è giusto offrire opportunità per tutte le tasche. Non dobbiamo discriminare nessuna offerta; ogni segmento del turismo ha un suo valore e un suo pubblico. Dobbiamo continuare a promuovere un’Italia che accoglie e valorizza tutte le forme di turismo, dal lusso all’accessibile, assicurando che ogni visitatore possa trovare la propria esperienza ideale».
Tra il 2008 e il 2024 (escluso il biennio pandemico), calcola Demoskopika, il segmento del turismo di lusso ha registrato una crescita media sensibilmente superiore rispetto al comparto alberghiero nel suo complesso. In particolare, le presenze nelle strutture alberghiere sono aumentate mediamente del 5,2% annuo, mentre negli hotel 5 stelle e 5 stelle lusso la crescita ha raggiunto il 9,2% annuo, quasi il doppio rispetto alla media del settore.
Le presenze nelle strutture di fascia alta hanno sfiorato i 12,8 milioni di pernottamenti, con oltre 4,5 milioni di arrivi, confermando l’attrattività crescente dell’Italia per la clientela alto-spendente. E per il 2025 l’istituto guidato da Raffaele Rio prevede una crescita dei movimenti turistici del segmento d’alta gamma in Italia: circa 4,6 milioni di arrivi e poco più di 12,9 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente pari al 2,0% e all’1,4% rispetto all’anno precedente.
Sono undici i paesi alto spendenti nel turismo di lusso: Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Francia, Austria, Spagna, Paesi Bassi, Canada, Australia, Giappone e rappresentano oltre il 65% delle presenze negli esercizi alberghieri, che avrebbero generato un giro d’affari, tra le varie componenti della spesa turistica, quantificabile in quasi 18 miliardi di euro.
A livello regionale sarebbero cinque i sistemi turistici a posizionarsi in cima all’Elite Index (Exclusive Luxury & International Tourism Evaluation) ideato da Demoskopika: Lazio (109,1 punti), Campania (108,7 punti), Lombardia (105,7 punti), Sardegna (103,9 punti) e Veneto (102,9 punti). Più che significativa anche la performance di Toscana (102,4 punti), Trentino Alto Adige (102,1 punti), Puglia (100,4 punti), Sicilia (99,2 punti) e Liguria (98,7 punti).
Sono cinque le realtà territoriali regionali con un buon potenziale nel turismo di lusso, ma con margini di sviluppo ancora significativi per rafforzare la competitività: Friuli Venezia Giulia (98,6 punti), Piemonte (98,0 punti), Basilicata (95,9 punti), Umbria (94,8 punti). A chiudere, infine, la classifica dei sistemi turistici locali sulla base della loro performance nel turismo di lusso, le rimanenti destinazioni regionali caratterizzate da un turismo di lusso in fase embrionale o che necessita di interventi strategici per rafforzare l’attrattività nel mercato premium: Calabria (94,0 punti), Abruzzo (93,9 punti), Molise (93,5 punti), Emilia Romagna (93,5 punti) e Marche (93,4 punti).
«Il rapporto di Demoskopika sull’evoluzione del turismo di lusso in Italia ha evidenziato la solidità crescente del comparto luxury in Italia, contraddistinto da un’offerta ricettiva di alto livello e da una capacità di intercettare segmenti di mercato con elevata propensione alla spesa – afferma il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio -. Fra i fattori che hanno contribuito al rafforzamento del turismo a 5 stelle emergono l’attenzione alla qualità dei servizi, la valorizzazione delle destinazioni di pregio e la creazione di esperienze esclusive per la clientela. Per consolidare ulteriormente questa tendenza positiva occorre puntare su formazione specialistica, innovazione tecnologica e integrazione di filiera, coinvolgendo attori pubblici e privati in una strategia condivisa che generi maggiore competitività, riduca le inefficienze, consenta di sviluppare proposte di valore altamente personalizzate rafforzando la reputazione internazionale del nostro Paese come meta di lusso».
Intanto, per il turismo italiano la Germania si conferma primo mercato di provenienza per i viaggiatori che scelgono l’Italia come meta di vacanza. «Nel 2024 abbiamo registrato un incremento significativo nel numero di visitatori tedeschi – afferma il ministro Santanchè -, e la nostra intenzione è quella di continuare a sviluppare iniziative che possano attrarre sempre più turisti. Investire nel turismo significa investire nel futuro, e il nostro impegno è quello di promuovere sempre di più un’Italia accogliente, innovativa e pronta a soddisfare in ogni periodo dell’anno le aspettative dei viaggiatori tedeschi. È fondamentale rafforzare questi legami, non solo per il turismo, ma anche per le opportunità commerciali che ne derivano, creando un circolo virtuoso che porterà benefici a entrambe le Nazioni».
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