Secondo l’Osservatorio Mediobanca i margini sono al massimo dal 2019. La proprietà è ancora in gran parte in mano alle famiglie.
L’Area Studi Mediobanca ha presentato la nuova edizione dell’Osservatorio sulla GDO alimentare italiana e internazionale che aggrega i dati economico-patrimoniali di 124 aziende nazionali e 31 maggiori protagonisti internazionali per il periodo 2019-2024.
L’80% circa delle imprese della GDO alimentare ha effettuato nell’ultimo biennio investimenti in digitalizzazione. Il 60% degli operatori punta ad una iper-personalizzazione dell’offerta ed espansione della rete dei punti di vendita, mentre i prodotti a marchio del distributore (MDD), che ormai rappresentano quasi un terzo dell’intero mercato (con un giro d’affari di €26 miliardi, +6,3% medio annuo sul 2019), sono un’ancora di sicurezza per il 55% delle aziende. Rimodulazione dei formati e dei canali (35% dei casi), multicanalità (25%) e ricorso all’M&A (20%) sono ritenute leve meno efficaci. Il 65% degli operatori intravede spazi per un aumento della concentrazione del mercato italiano.
Nel 2023 l’aggregato dei maggiori gruppi italiani della GDO alimentare ha realizzato un fatturato netto pari a 109,6 miliardi (IVA esclusa), di cui 14,7 miliardi in capo a operatori a controllo estero (13,4% del totale). Tra il 2019 e il 2023, le vendite sono aumentate del 28% con un tasso medio annuo del 6,4%. Nel quinquennio 2019-2024, i costi del lavoro dei retailer nazionali rappresentano mediamente il 9,8% del fatturato, quota in aumento di 0,2 punti percentuali nel 2024 (anno del rinnovo del CCNL Distribuzione Moderna Organizzata). Margini in miglioramento nel 2023: EBIT margin al 2,9% (2,5% la media del quinquennio), ROI al 7,4% (5,8% la media) che si confronta con l’8% del Food&Beverage. In ripresa nel 2023 gli investimenti materiali: +18,7% sul 2022. Il 90% delle imprese nel 2023-2024 ha effettuato investimenti per ristrutturazioni di punti di vendita già esistenti, l’80% per nuove aperture.
Nel 2023 discount non più così irraggiungibili: il loro fatturato è cresciuto del 9,2% sul 2022, non lontano dal +7,3% degli altri operatori, registrando un tasso medio di crescita delle vendite tra il 2019 e il 2023 del 9,3% (+5,7% gli altri). Spicca la marginalità: l’EBIT margin dei discount si attesta nel 2023 al 4,8%, staccando il 2,3% degli altri gruppi, così come per il ROI, al 16,5% (5,9% gli altri operatori). Meno performanti gli operatori a controllo straniero che tra il 2019 e il 2023 registrano una crescita media annua del fatturato del 4,3% (+6,7% gli operatori italiani) con EBIT margin 2023 all’1,3% (3,1% per gli operatori nazionali) e ROI al 5% (7,6% gli italiani). Brillano per vendite le aziende meridionali (+9% medio annuo sul 2019), +6,3% le imprese del Centro Italia mentre gli operatori del NordEst risultano più dinamici di quelli del NordOvest (+6,2% vs +3,9%).
Radenza Group ha realizzato la maggiore crescita del fatturato tra il 2019 e il 2023: +15,3% medio annuo, seguita da In’s Mercato (+14,9%), Tatò Paride (+12,2%) e Agorà (+10,8%). Nell’ultimo anno primeggia ancora In’s Mercato (+16% sul 2022), Radenza Group (+15,2%) e Agorà (+14,2%) seguite da RetailPro (+11,5%), Selex (+11,1%), Cive (+11%), Eurospin (+10,6%) e SAIT (+10,2%). EBIT margin 2023 più elevati per i discount Cive (7,2%) ed Eurospin (6,7%); segue in terza posizione AZ (5,6%). La classifica per l’indice di redditività del capitale investito (ROI) vede sul podio: Radenza Group con il 26,9%, seguita da AZ al 23,7% ed Eurospin (21,3%) a cui si avvicinano In’s Mercato (20,6%) e Prix Quality (19,3%). Eurospin si afferma regina di utili cumulati tra il 2019 e il 2023: €1.561 milioni, superando VéGé a 1.333,1 milioni e Selex (1.286,7 milioni). PAC 2000 A (Gruppo Conad) è la maggiore cooperativa italiana con vendite nel 2023 pari a €4.634 milioni, seguita da Coop Alleanza 3.0 a 4.119 milioni e da Conad Nord Ovest a 3.092 milioni che precede Unicoop Firenze a 2.961 milioni. Il prestito soci del sistema Coop segna un’ulteriore decrescita e passa dagli 8 miliardi del 2019 ai 7,1 miliardi del 2023. Negli ultimi 5 anni le Coop hanno realizzato proventi finanziari netti per 548 milioni e subito svalutazioni per 552 milioni.
Tra il 2019 il 2023 la quota di mercato dei sette gruppi della Distribuzione Organizzata, con esclusione delle due cooperative Conad e Coop, è cresciuta di 6,7 punti percentuali, anche grazie all’incremento delle basi associative. VéGé è l’operatore che ha attratto il maggior numero di nuovi associati (sette), due dei quali già aderenti ad altre strutture (D.IT e C3). Nel 2023 emerge Agorà, grazie a marginalità (la più elevata del settore, con EBIT margin 5% e ROI 13,5%) e vendite, in crescita dal 2019 ad un tasso medio annuo del 10,8%.
Le aziende della GDO alimentare con fatturato superiore a 500 milioni sono ventisei. Il maggiore incremento di fatturato nel 2023 è stato realizzato da FG Holding (i.e. Magazzini Gabrielli, +23,2% sul 2022) seguita da Multicedi (+18,9%), Verofin (Tigros) (+18,3%) e Supermercati Tosano Cerea (+18,2%). Retail Evolution è il primo operatore per EBIT margin (7,8%), seguito da F.lli Lando (6,3%) e Verofin (Tigros) (6%). Gruppo Rossetto presenta l’indice di redditività del capitale investito (ROI) migliore (23,1%), seguita dal Gruppo Unicomm (Arca, GMF Fioroni, Unicomm) (19,7%) e Mega Holding (Megamark) (19,4%). Altri 21 associati hanno realizzato nel 2023 un giro d’affari compreso tra i 200 e 500 milioni di euro. Tra questi, la crescita maggiore del fatturato tra il 2022 e il 2023 è stata registrata da Sisa Sicilia (+24,2%), seguita da Supermercati Visotto (+17,6%) e Sidi Piccolo – Sistema Distributivo Innovativo (+16,9%). Il gruppo L’Abbondanza emerge sia in termini di EBIT margin (7,2% nel 2023) che di ROI (21,3%), seguito da Gambardella (ROI 2023 al 19,8%).
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