Crescita italiana 2025 : il Fmi lima il Pil sotto l’1%

Per Bankitalia l’attività economica stenta e i dazi Usa sono un rischio per Pmi. Prometeia vede stagnazione per il IV trimestre 2024.

0
108
Crescita italiana pil 2024 confindustria Costo del denaro taglio dei tassi Potere d'acquisto inflazione

La crescita italiana resta inferiore a quella di Eurolandia. Dopo una crescita nel 2024 stimata allo 0,6%, meno di quanto previsto lo scorso ottobre (+0,7%), l’Italia accelererà nel 2025 e nel 2026, senza però riuscire però a sfondare il tetto dell’1%, cosa che sarebbe indispensabile per affrontare con un certo grado di tranquillità la gestione dell’enorme debito pubblico da oltre 3.000 miliardi e garantire spazio economico per gli investimenti e per la riduzione delle tasse.

Secondo l’aggiornamento del World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale relativa all’Italia, nel 2025 la crescita è attesa allo 0,7%, ovvero 0,1 punti percentuali al di sotto delle precedenti stime, e nel 2026 allo 0,9%, sopra di quanto inizialmente stimato. Gli economisti di Washington spiegano che la lieve limatura al ribasso delle previsioni è legata al rallentamento delle spese nell’ambito del Pnrr che ha fatto perdere lo slancio economico, ma anche alle sfide di medio termine dell’economia e alle incertezze che gravano a livello globale legate alle politiche economiche dei nuovi governi. Fra queste i riflettori sono puntati soprattutto sull’amministrazione Trump, le cui decisioni sono attese avere un impatto globale.

Pure la Banca d’Italia delinea un quadro economico nazionale debole, definendo la crescita italiana che «stenta a recuperare vigore», nel suo Bollettino economico osserva come «un inasprimento dei dazi» da parte della nuova amministrazione americana «avrebbe effetti significativi sulle aziende italiane che esportano verso il mercato statunitense, soprattutto le piccole e le medie».

Gli attesi dazi e la prevista stretta sull’immigrazione dell’amministrazione Trump – avverte il Fondo – potrebbero mettere sotto pressione la crescita globale e riaccendere le pressioni inflazionistiche. «Una nuova ondata di dazi potrebbe esacerbare le tensioni, diminuire gli investimenti e interrompere le catene di approvvigionamento» evidenza il Fmi osservando comunque che è difficile prevedere l’effetto del protezionismo sull’inflazione. Inoltre la deregulation che il presidente-eletto americano potrebbe cavalcare rischia di aumentare le vulnerabilità del sistema finanziario.

E’ in questo quadro incerto, e in un’Eurolandia che cresce sotto il suo potenziale complice anche politiche, a partire da quelle del Green Deal, controproducenti che la crescita italiana si ferma sotto l’1%, attestandosi a livelli inferiori di quanto previsto dal governo Meloni a settembre nel Piano strutturale di bilancio, quando il Pil era atteso crescere dell’1% per il 2024 e dell’1,2% per il 2025.

L’Italia non è la sola all’interno di Eurolandia a non correre. Il Fondo rivede al ribasso anche le stime per la Francia, il cui Pil è atteso salire dello 0,8% nel 2025 e dell’1,1% il 2026. Non va meglio la Germania: dopo due anni consecutivi di recessione, l’economia tedesca crescerà nel 2025 di un modesto 0,3% per poi accelerare al +1,1% nel 2026. Per ambedue gli anni il Fondo ha tagliato le stime, certificando come la prestazione economica tedesca «resta inferiore a quella degli altri paesi dell’area euro», e rallenta l’intera Eurolandia. Per l’area euro la crescita è prevista all’1,0% nel 2025 e all’1,4% nel 2026, inferiore quindi a quella degli Stati Uniti che continuano a «crescere sopra il loro potenziale».

Pure Prometeia vede fosco per la crescita italiana che resterebbe in stagnazione nel quarto trimestre 2024 come nei tre mesi precedenti, con una crescita attesa sia per l’intero 2024 che per il 2025 dello 0,5%. “Prometeia Brief” parla di una crescita limitata da «aggiustamento di bilancio, venir meno degli incentivi alle ristrutturazioni edilizie e pressioni commerciali esterne, fattori parzialmente compensati dai fondi europei del Pnrr e da un’inflazione stabile».

A pesare sulla crescita italiana c’è anche l’atteggiamento di spesa delle famiglie italiane che torna ad indebolirsi dopo la crescita estiva. Secondo le stime della Banca d’Italia, «l’aumento dei consumi delle famiglie si sarebbe attenuato nello scorcio del 2024», ricordando come la fiducia dei consumatori è lievemente peggiorata nel quarto trimestre, penalizzata da giudizi meno favorevoli sulla situazione economica generale e dal deterioramento delle aspettative sull’occupazione, mentre sono rimaste nel complesso favorevoli le valutazioni sulla situazione economica personale e sulle possibilità di risparmio.

 

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/diarioditalia

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/diarioditalia

Facebook

https://www.facebook.com/diarioditalia

© Riproduzione Riservata